Il ballo come espressione di sé

 

Il ballo come espressione di sé

 

Il ballo è un modo di esprimere se stesso nell’incontro con l’altro. Quando il partner è un estraneo, stiamo vivendo un’intimità fisica ed emotiva, ma senza un coinvolgimento affettivo, in uno spazio protetto (la pista da ballo) e in un tempo limitato (la durata del brano).
In generale, ci si iscrive ad un corso di ballo perché siamo alla ricerca di nuove relazioni sociali e affettive, preferiamo un’attività fisica divertente che è pure un’occasione per trascorrere più tempo con il partner. Esistono anche altre ragioni più intime: il tentativo di reagire alla solitudine (la fine di una relazione, rapporti sociali non più appaganti), uscire da un periodo emotivamente difficile, lo stress lavorativo.
Il corpo ci introduce nella dimensione relazionale, il linguaggio non verbale anticipa la comunicazione verbale, talvolta la contraddice. Il tipo di rapporto con il nostro corpo e l’immagine di noi stessi giocano un ruolo nella scelta del genere di ballo; preferiamo quello ci mette a nostro agio. Le coreografie del tango, del latino-americano e di un certo tipo di blues richiedono una discreta disponibilità ad entrare in confidenza con il corpo dell’altro, attraverso il contatto del bacino o l’abbraccio intimo. Altri generi come il lindy hop, il boogie woogie ballati sulle note dello swing, sono più accessibile per chi sente nella vicinanza fisica un disagio o imbarazzo, perché la connessione tra i partners non richiede una vicinanza intima.
Nelle relazioni cerchiamo e diamo attenzione, desideriamo intimità, nuovi stimoli, empatia. Quando manca questa reciprocità e l’investimento emotivo ed affettivo è a senso unico, subentra la frustrazione. Analogamente, nel ballo ci infastidisce essere ignorati, non ci piacciono le persone che ballano “da sole” (particolarmente fastidioso se siamo principianti e il partner è tecnicamente superiore). Desideriamo lo sguardo altrui, che è il nostro punto di riferimento. Altrimenti, ci annoiamo e desideriamo che il brano finisca prima possibile. Così accade nella quotidianità: quando parliamo con una persona, cerchiamo il suo sguardo, lo scambio, altrimenti non ci interessa la conversazione, stiamo parlando da soli. Nella cornice della musica, esprimiamo molti aspetti del nostro carattere: autostima, insicurezza, vanità, timidezza, audacia, sensualità, dipendenza dall’altro, resistenza alle regole, ansia, disinibizione, riservatezza, desiderio di controllo. Inconsapevolmente abbassiamo le difese psicologiche e diventiamo più spontanei, si crea una fiducia reciproca, i cattivi pensieri sono relegati temporaneamente in una silenziosa soffitta.
Inoltre, se cogliamo l’aspetto giocoso e non prestazionale del ballo, possiamo riuscire a rinforzare l’autostima ed essere meno severi con noi stessi e con gli altri. D’altronde il ballo è prima di tutto divertimento.

 

 

Aspetti psicologici dei ruoli

 

La definizione dei ruoli (l’uomo conduce e la donna lo segue) è anche quello di creare un’armonia nel movimento e nella relazione. Quindi, guidare (leading) non significa comandare, seguire (following) non implica obbedire; si tratta di ruoli definiti e compiti chiari che, se ben gestiti, consentono alla coppia di interpretare una coreografia armonica e soprattutto di divertirsi. Possiamo scambiarci di ruolo, questo ci mette in contatto con gli aspetti femminile e maschile della propria personalità, proprio nello scambio dei ruoli. Anche chi è guidato di fatto sta conducendo (uomo o donna che sia).
Nella relazione, l’uno non esiste senza l’altro. Quando c’è connessione nella coppia che balla, percepiamo anche il divertimento, la partecipazione emotiva nello sguardo, nel sorriso, nella connessione. Invece, nelle relazioni squilibrate, i nostri bisogni sono prioritari, lo scambio emotivo si perde, si inaridisce il legame; si teme di perdere il controllo nella relazione con l’altro.
Nel ballo, chi sa trasformare un errore in improvvisazione, solitamente è creativo anche nella vita.  D’altronde, i ballerini più bravi sono quelli che reinventano gli errori in una personale interpretazione, coinvolgendo il partner. Escono dallo schema rigido, nel rispetto dei limiti. Quando l’improvvisazione è considerata un errore (valutazione più diffusa tra gli uomini che le donne), si crea una temporanea rottura nell’equilibrio; il partner mette in dubbio la capacità  di gestire la situazione. Anche nel nostro carattere ritroviamo questi aspetti: se usciamo fuori dagli schemi, non siamo creativi, stiamo disobbedendo alle regole. In realtà, accettando l’improvvisazione e l’errore stiamo lasciando all’altro lo spazio di esprimersi, di essere ascoltato e  libero di agire, di prendere l’iniziativa e portare ricchezza.
Nelle relazioni, accogliere l’errore significa sostenere l’insicurezza dell’altro, il ritorno è un riconoscimento del nostre capacità e di ascolto delle fragilità dell’altro. Certamente, la nostra autostima si rinforza.
Anche di fronte alle richieste del mondo esterno, temiamo il giudizio, dobbiamo sempre essere all’altezza del nostro ruolo, l’insicurezza ci crea ansia. Nel ballo, alleniamo la nostra capacità di non temere il giudizio, non ci importerà se i più bravi a bordo pista giudicheranno la nostra prestazione. Divertiamoci, restiamo connessi con il partner, altrimenti non ballerà più con noi. E non ci inviterà ad uscire! 

 

Benefici per il corpo e la mente

 

Il ballo può facilitare la consapevolezza dei propri punti deboli (insicurezza, senso di inadeguatezza nei contesti sociali, timore delle relazioni affettive, gestione delle emozioni) e mettere in luce le proprie risorse (spinta verso il cambiamento per migliorare il proprio stile di vita,  riconoscimento dei propri successi, rispetto per l’altro).
Ballare offre benefici anche a livello fisico e cognitivo: l’aumento della produzione di endorfine diminuisce lo stress e facilita il buon umore, l’aumento della serotonina ha un effetto regolatore sull’umore, il sonno e la sessualità; vengono attivate aree cerebrali deputate alla memoria e all’udito, la coordinazione sensomotoria migliora, si allenano attenzione e concentrazione. E ovviamente bruciamo calorie.
Uno dei rischi è quello di lasciarsi trascinare in un mondo a parte ed escludente, trascurando le amicizie che non condividono la stessa passione. Come mi dice Federica, un’amica di lindy hop, a proposito dei luoghi frequentati dalle persone che non ballano: “Ma quando escono, dove vanno le persone normali?”.
L’importante è andare alla ricerca di occasioni (escursioni, vacanze, concerti, mostre, shopping e tanto d’altro) che metta in connessione reti sociali diverse. Il ballo è un divertimento, ma non tutti si divertono ballando (lo scrivo perché è politicamente corretto). 

Infine, la passione per il ballo ci permette di giustificare lo shopping compulsivo alla ricerca degli abiti a pois. E accettare che gli uomini indossino le bretelle e riscoprono la brillantina.

6 commenti:

  1. da piccolo ascoltavo i dischi swing di mio padre che mi hanno profondamente inciso un solco (come i dischi di allora) nelle mie profondità. .passavano gli anni e riconosceva quel ritmo ovunque c è anche un pezzo dei Beatles che è swing ( when i’m sixtyfour) pochi anni fa ho riscoperto lo swing con il ballo del Lindy Hop che non ho più lasciato quel ritmo muove
    qualcosa dalle mie profondità passione e gioia energia pura fino a che mi sono accorto che vivo la mia vita a ritmo di swing lo swing di Fats Waller per intenderci

    • Angela Fideleo

      Ciao Mauro,
      mi scuso per la risposta tardiva. Ci tengo a dirti grazie perché hai condiviso un ricordo della tua infanzia. I ricordi ci segnano (come i solchi dei dischi) e ci aiutano a non dimenticare le emozioni di un periodo lontano. Condivido la tua passione per la musica swing, così vivace e allegra.
      Grazie.

  2. Incredibile!!!! Condivido pienamente

  3. Mi piace quello che hai scritto e condivido il tuo pensiero

    • Angela Fideleo

      Ciao Enrico,
      abbiamo avuto modo di confrontarci su quanto ho scritto, mi ha fatto davvero piacere condividere le tue riflessioni.
      Grazie.

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