Dee vulnerabili: fragilità e forza

 

La vulnerabilità psicologica nelle relazioni affettive

 

 

Le donne che hanno partecipato al percorso Le dee dentro la donna, mi hanno offerto spunti di riflessione sulla vulnerabilità psicologica nelle relazioni affettive, in particolare durante l’incontro dedicato alle Dee vulnerabili.

Nel mito, Demetra (Cerere) personifica la madre coraggiosa e forte che diviene preda della disperazione quando la figlia Persefone  è rapita da Ade e costretta ad essere sua consorte negli Inferi.  Era (Giunone), moglie di Zeus,  rappresenta il ruolo tradizionale di compagna fedele e leale, ma succube delle umiliazioni del marito traditore. Persefone, è l’eterna fanciulla che accetta un ruolo imposto, senza ribellarsi a colui che l’ha violentata e sottratta alla sua famiglia. Reclusa in un mondo spaventoso, costruisce una corazza protettiva diventando compiacente e servizievole.
Negli archetipi di Era, Demetra e Persefone, si ritrovano quelle donne che sono capaci di cogliere gli eventi nel loro insieme, anteponendo ai propri bisogni quelli altrui. Sono capaci di portare avanti le responsabilità dei loro ruoli, nei contesti familiari e sociali. Sono leali, protettive e tenaci, guidate da  una cieca abnegazione nel preservare i legami, anche se umilianti e distruttivi.
Quando l’identificazione con il ruolo è definitiva, rinunciarvi significa perdere una parte importante del proprio Sé, il riconoscimento pubblico e l’affetto nel privato. La solitudine è vissuta esclusivamente come un vuoto affettivo, non un modo in cui prendersi cura di sé.
I cambiamenti (la separazione naturale madre-figlio, la fine di una relazione, un lutto) rapprentano abbandono intollerabile e immeritato. Possono emergere aspetti autodistruttivi di sé, fino ad una perdita di senso della propria vita, come nel caso della depressione da “nido vuoto” . In questi archetipi si ritrovano quelle donne che scelgono come difesa l’essere compiacenti per conservare un legame che apparentemente le gratifica. Di fatto, possono essere vittime di relazioni maltrattanti che non sanno interrompere.

 

L’emancipazione dal ruolo tradizionale

 

Enrica prende la parola e porta con emozione ed entusiasmo la propria esperienza, si riconosce nel ruolo tradizionale di Era, ma adesso che i figli sono volati via dal nido, si accorge di aver dedicato poco tempo a se stessa. Decide finalmente di ricercare dentro di sé che cosa ha finora trascurato, consapevole che bisogna agire per non spegnersi e scopre con piacere che la famiglia sostiene questa sua rinascita.
 Camilla apre la discussione sottolineando che queste Dee sono maltrattate, possedute contro la loro volontà, umiliate o rapite, incapaci di canalizzare le proprie energie per proteggere se stesse e coloro che amano. Nella realtà, spesso sono donne che rinunciano ai propri interessi, coinvolte in relazioni di coppia sbilanciate, pur di non sentirsi incomplete di fronte alle aspettative sociali di una cultura tradizionalista.
Sonia non si ritrova affatto nelle Dee Vulnerabili, ma nelle Dee indipendenti, focalizzate sui propri obiettivi, capaci di gestire in autonomia le difficoltà e soprattutto fuori da relazioni richiedenti e sbilanciate. Sorge spontaneo un commento: “Dietro ogni uomo c’è una grande donna”, allora segue la provocazione che è un invito a riflettere: “Perché la grande donna deve rimanere dietro il grande uomo? Questi non può fare da sé?”.
Luisa aggiunge un commento prezioso: l’importante è riuscire a trasformarsi, credere nel cambiamento e perseguirlo. La ricchezza dell’archetipo di Persefone è proprio di quelle donne che sono pronte per reinventarsi, dopo esperienze dolorose e sfiancanti. La propria forza, se ben coltivata, risiede proprio nelle potenzialità di crescere e di essere responsabile delle proprie scelte.

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